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Cari colleghi,
Il 20 aprile su "Repubblica" proponemmo l'idea
dei "Presidi del libro" per creare una libreria
in ogni città che ne sia sprovvista. Nelle settimane
successive abbiamo ricevuto molte adesioni da parte di singoli
lettori, gruppi di cittadini, librai insegnanti ("Sono
un'insegnante elementare di Augusta, una città di circa
50.000 abitanti, molto industrializzata, secondo porto militare
in Italia, tanti negozi alla moda di giocattoli, abbigliamento,
supermercati, cartolibrerie, ma nessuna libreria!" ha
scritto). Durante la Fiera del Libro di Torino 2001 hanno
aderito alla proposta le due maggiori associazioni di categoria
del nostro settore: l'AIE - Associazione Italiana Editori
e l'ALI - Associazione Librai Italiani. E individualmente
lo hanno fatto molti editori, piccoli e grandi (da Rizzoli
a Mondadori, da Zanichelli a Donzelli, da Einaudi a Boringhieri,
da Fazi a E/O, solo per citarne alcuni). Si tratta adesso
di passare dalle parole ai fatti. E per farlo occorre il Vostro
sostegno concreto. Sapete bene quanto sia piccolo e fragile
il nostro mercato.
Negli ultimi decenni le vendite dei libri non sono cresciute
e anche gli indici di lettura (in Italia tra i più
bassi d'Europa) sembrano ristagnare. Ma il mercato di oggi
non è lo stesso di dieci o venti anni fa. Mentre si
sono sviluppate le grandi librerie e le catene (come la ottima
Feltrinelli), si sono chiuse decine di librerie medio-piccole,
spesso le uniche nel quartiere o addirittura nella città.
Le ragioni di questo cambiamento nella struttura distributiva
sono tante e sono state più volte analizzate. Qui importa
rilevare il vuoto che esso produce nelle opportunità
di lettura. Città popolose, anche di centomila abitanti,
oggi non offrono ai propri cittadini che punti-vendita di
libri dotati degli ultimi best-seller e di qualche collana
tascabile, ma sprovvisti del catalogo delle collane fondamentali
dell'editoria italiana. Una carenza grave, non sopperibile
neppure con le librerie virtuali, ottime per chi sappia già
orientarsi ma pressochè inutili per creare nuovi lettori
i quali rimangono tali se non hanno occasioni di incontro
con il libro, così come accade a un bambino in una
casa senza libri.
La proposta dei Presidi non ha alcun connotato assistenzialistico.
Mira solo ad accendere la scintilla iniziale per far partire
un motore o, se volete, un mercato, che deve poi funzionare
autonomamente. Consapevoli che il mercato non è presente
in natura: il mercato si crea. Anche quello del libro si può
creare, così come Slow Food ha fatto per i presidi
alimentari, rilanciando prodotti tipici che erano in via di
estinzione (il più famoso, il lardo di Colonnata) e
che oggi sono fiorenti anche economicamente. Si tratta di
combinare bene gli ingredienti: un libraio capace (che deve
essere adeguatamente formato), un circolo di lettori forti
da individuare in loco (partendo, per esempio, dagli insegnanti),
un assessorato alla cultura partecipe, degli imprenditori
o banchieri locali lungimiranti e dei mezzi di informazione
curiosi e attenti. Per innescare questo circuito virtuoso
è essenziale attivare una o più persone competenti
e appassionate che siano stipendiate dall'Associazione dei
Presidi e che, per iniziare, dedichino un anno di lavoro a
dieci città in via sperimentale.
E ci vuole la partecipazione attiva degli editori. Sia attraverso
condizioni di favore nel rapporto con le librerie nascenti
(o con punti vendita che vogliano evolversi in vere librerie),
per un periodo di tempo limitato ma sufficiente a radicarle
in loco (diciamo un anno) sia attraverso un investimento nell'Associazione
(un milione di lire all'inizio e successivamente una quota
annua che stabiliremo).
Vi chiediamo però di sostenere questa iniziativa non
solo con un contributo economico ma anche di idee e di esperienza:
l'ALI e l'AIE insieme ai sottoscritti valuteranno tutte le
proposte che ci perverranno nelle prossime settimane, come
pure tutte le critiche e richieste di chiarimenti. Queste
idee e proposte saranno poi discusse, insieme a quelle che
ci perverranno dai librai e da tutti gli interessati, in un
incontro da tenere a settembre, se almeno cento editori avranno
aderito. In quell'occasione potremmo approvare lo Statuto
e nominare i responsabili dell'Associazione, dandole massime
pubblicità sui mezzi di informazione. Per aderire basta
per il momento segnalarlo per iscritto all'AIE, o a noi, anche
nel sito www.laterza.it.
L'iscrizione all'Associazione non sarà limitata ovviamente
agli editori, ma a tutti coloro che ne condividono le finalità.
Per far vivere i libri e la lettura non esistono scorciatoie
e serve poco piangere sulle carenze altrui. Noi editori, che
di questo piccolo (e grande) mondo siamo attori importanti,
qualcosa possiamo fare, unendo le forze per creare spazi nuovi,
utili a tutti. Non solo a chi i libri li pubblica, ma anche
a coloro che credono nell'importanza delle idee e della fantasia
che possono depositarsi in una pagina del testo.
Alessandro e Giuseppe Laterza
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